fico degli ottentotti

 

Avete avuto un incontro ravvicinato con una medusa, o la protezione solare non era all'altezza e occorre intervenire su una scottatura? Un rimedio molto utile potrebbe essere a portata di mano proprio lì sulla spiaggia, nel succo delle foglie carnose di questo splendido fiore proveniente dall'Africa australe che colonizza le nostre coste consolidando e proteggendo i terreni sabbiosi e le dune in riva al mare.

 

Antiossidante, astringente e antibatterica; sono le principali funzionalità tradizionali di questa specie, introdotta anche a scopo ornamentale, trovano interessanti riscontri sperimentali, con potenzialità anche in campo fitocosmetico: scopriamo meglio le caratteristiche del Carpobrotus o Fico degli Ottentotti.

 Il Corpobrotu è sicuramente originario del Sud Africa, poi naturalizzato lungo i litorali dell’Africa settentrionale e dell’Europa meridionale. In Italia, ove la pianta è considerata tra le ornamentali da giardino, è naturalizzata soprattutto in Liguria e Sardegna, e poi nelle regioni meridionali della penisola. Il forte contributo alla sua naturalizzazione e diffusione nelle zone citate è da attribuire, secondo gli esperti, probabilmente all’impiego della pianta ai fini di stabilizzare terreni vicino al mare, come dune sabbiose e per coprire, nel contempo adornandoli, angoli rocciosi. In alcune zone sembra che questa specie esotica prenda addirittura il sopravvento su certe piante litoranee locali.

Cenni botanici

 La pianta, della famiglia delle Aizoaceae, è una perenne, succulenta, strisciante o semi-eretta con rami lunghi anche alcuni metri che si propagano orizzontalmente formando tappeti. Le foglie sono carnose, allungate, a sezione triangolare; contengono nell’interno una riserva di liquido acquoso, appiccicoso, che funge da riserva idrica alla pianta in caso di siccità. I fiori, grandi, solitari, a corolla, brevemente peduncolati, di vistoso colore rosso-viola, si richiudono al calar della notte, per riaprirsi al sorgere del sole. I frutti, costituite da una capsula a forma oblunga, si evidenziano dopo che appassisce il fiore; a maturità assumono colorazione bruna, con sapore acidulo.

 Da noi, le varie specie di questa pianta sono conosciute con il nome di Fico degli Ottentotti. Da dove viene tale strana denominazione? Si ritiene risalga al XVI secolo e sia dovuta ai colonizzatori olandesi che vedevano le popolazioni (che loro avevano denominato ottentotti, siamo nelle regioni estreme del Sud Africa) cibarsi dei frutti della pianta come fossero fichi.

La pianta nella medicina tradizionale

 Anticipiamo subito che le più eclatanti funzionalità ai fini terapeutici della droga della pianta sono da identificarsi in quelle antiossidante, astringente e antibatterica, prerogative del resto confermate dalla moderna ricerca scientifica. Lunga l’elencazione di usi terapeutici tradizionali nella medicina popolare. Proviamo a elencare le principali. Il succo estratto da foglie contuse è leggermente astringente e leggero antisettico. Allungato con acqua e bevuto, risulta efficace nel trattamente di diarrea, dissenteria, crampi allo stomaco. In gargarismi è utile per alleviare fastidi da laringite, gola infiammata, infezioni della bocca. Il succo delle foglie contuse è utilizzato anche come lenitivo per alleviare dolore, prurito, infiammazioni indotte da punture di insetti o dal contatto con sostanze urticanti, ottimo contro bruciature, dermatiti, eczemi, tagli e ferite, eritema solare.

Impieghi cosmetici

 Per quanto scarsamente diffuso il loro impiego in campo cosmetico industriale, questo non esclude che, come si sono rilevati efficaci nel trattamento cosmetico estemporaneo o “fai da te”, gli estratti di queste piante possano rappresentare validi ingredienti attivi nelle preparazioni cosmetiche a funzione antiossidante, antimicrobica, lenitiva e antinfiammatoria.