ginkgo

 

Una pianta di straordinaria bellezza, molto speciale, un fossile vivente con una storia millenaria ricca di segreti: il ginkgo è il più antico degli alberi, è sulla terra dall’era dei dinosauri.

Un ginkgo di circa 1400 anni che cresce all’interno delle mura del tempio buddista di Gu Guanyin, nelle montagne Zhongnan Shan in Cina, ha attirato nei giorni scorsi migliaia di curiosi e turisti da ogni parte del Paese. Da metà novembre, infatti, l’imponente pianta ha iniziato a perdere la sua grande chioma che ha trasformato il prato in una distesa dorata.

Il termine "ginkgo" deriva dal giapponese Yin-kuo, che significa albicocca d'oro; "biloba" si riferisce invece alla forma della foglia, più o meno bilobata. Il ginkgo è una pianta che affonda le sue radici in tempi assai remoti, dal momento che è comparsa circa 200 milioni di anni fa. Alta fino a 30-40 metri, con un tronco che può raggiungere il metro di diametro, è stata definita da Darwin un fossile vivente, in quanto unico esemplare appartenente alla famiglia delle Ginkgoine. Queste piante sono un antico gruppo di gimnosperme ad alto fusto, con caratteristica forma a ventaglio, appartenenti all'era mesozoica ed estinte ormai da circa 100 milioni di anni. Il ginko, oltre ad essere considerato l'albero più vecchio presente sulla faccia della Terra, è anche uno dei più longevi, dal momento che può raggiungere i 1000 anni di vita. Non c'è da stupirsi, dunque, che in Giappone sia considerato un albero sacro, spesso presente nelle vicinanze dei templi. Per questo motivo si ritiene che la specie sia stata preservata grazie alla coltivazione operata dai monaci cinesi per ornare i luoghi di culto.

I costituenti principali delle foglie sono i flavonoidi (il ginko contiene glucosidi flavonoidici come kampferolo, quercetina, isoramnetina, acido cumarico, catechine, proantocianidine ecc.), particolarmente noti ed apprezzati per le loro proprietà antiossidanti. Le foglie sono altresì ricche di derivati terpenici (ginkgolidi e bilobalide) e di acidi ginkgolici. Come anticipato, i flavonoidi neutralizzano i radicali liberi, attualmente considerati una delle maggiori insidie allo stato di buona salute. Se prodotte in eccesso, a causa di inquinamento e stile di vita scorretto, queste piccole molecole accelerano i processi di invecchiamento ed il normale deterioramento del corpo che li accompagna; possono inoltre favorire la comparsa di malattie dal peso sociale rilevante, come patologie degenerative ed alcune forme tumorali. Sono inoltre universalmente conosciuti come complemento dietetico utile per migliorare le capacità mentali, grazie all'aumento della circolazione sanguigna a livello cerebrale, che assicura un maggior apporto di nutrienti ed una più rapida eliminazione delle scorie. A tale scopo, il ginko biloba, viene consigliato ai giovani per aumentare le capacità e negli anziani come preventivo del morbo di Alzhaimer e della demenza senile. Il ginkgolide B è ritenuto un efficace antagonista del PAF (fattore delle piastrine), essenziale per la coagulazione del sangue e nei processi infiammatori, ma che è bene tenere sotto controllo in presenza di aterosclerosi e malattie del cuore e dei vasi (può favorire la formazione e la rottura di trombi e placche aterosclerotiche, facendo impennare il rischio di subire gravi incidenti cardiovascolari, come infarto ed ictus). Il PAF è anche un mediatore della broncocostrizione e ciò spiega il tradizionale impiego del ginko biloba nel trattamento delle forme asmatiformi.

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